La mia storia

M. Pittella - coach & trainer comunicazione nonviolenta e comunicazione empatica

Dopo un'infanzia sostanzialmente serena, trascorsa all'ombra di una famiglia dell'allora borghesia milanese, da ragazzo iniziò ad affascinarmi la capacità dell'elettronica di conservare e trasformare informazioniconoscenza.

In anni in cui i PC dovevano ancora essere inventati e i grandi calcolatori si programmavano ancora con le schede perforate, iniziai così i miei studi in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa.

Tornato a Milano, presi a lavorare nel campo dell'intelligenza artificiale e dei sistemi esperti finalizzati al problem solving e alla formazione, sviluppando prodotti per Enel e Fininvest.

Ma l'esigenza di una maggiore sicurezza economica mi suggerì ben presto di invertire i termini: invece di mettere la tecnologia al servizio della comunicazione avrei messo la comunicazione al servizio della tecnologia.

Nei sette anni successivi feci carriera nel marketing delle tecnologie informatiche, ricoprendo incarichi di responsabilità crescente in due diverse multinazionali americane del software e del networking.

In qualità di membro del consiglio direttivo dell’Osservatorio Nazionale sul Groupware, a cui aderivano tra gli altri Compaq, IBM, Microsoft, Novell e l’Università Statale di Milano, ebbi modo di studiare a fondo i modelli emergenti dei processi collaborativi e le resistenze culturali che ne accompagnavano l’introduzione nelle piccole e medie imprese italiane.

Quell’esperienza mi spinse a dedicarmi per diversi anni a studi in psicologia e filosofia presso le università di Torino e di Milano, per comprendere meglio le criticità della comunicazione aperta e le dinamiche sottostanti alle resistenze cognitive ed emotive che le persone e le organizzazioni oppongono, spesso inconsapevolmente, al cambiamento e all’innovazione.

A partire dal 1998, prima come presidente di Eikom e poi come libero professionista, ho contribuito al lancio e allo sviluppo organizzativo di tante piccole dot-com e alle strategie digitali di aziende maggiori come Artsana, Cameo, Fondazione Forma – Corriere della Sera – ATM, Saratoga e Toshiba, in relazione soprattutto all’innovazione della marketing governance legata a Internet.

La "contaminazione" della mia indole pragmatica con gli strumenti concettuali della psicologia e della filosofia, insieme con la percezione di una progressiva "disumanizzazione" del tessuto economico e sociale, hanno però finito per stimolarmi a intraprendere scelte diverse.

Negli ultimi anni mi sono focalizzato sempre di più a promuovere e facilitare i processi partecipativi di derivazione bohmiana e umanistica applicabili al marketing e alle organizzazioni, passando per l'insegnamento della Comunicazione Empatica e Nonviolenta di Rosenberg, che considero propedeutica a quello sviluppo delle coscienze di cui credo che anche il mondo del lavoro abbia oggi sommamente bisogno, e al cambiamento sociale a cui cerco di portare in questo modo il mio contributo.

Poi c'è la storia interiore...

Mi ero Perso in un Vuoto di Senso fatto solo di Conflitti. Scoprire la CNV è stato Come Rinascere...

Ho vissuto gran parte della mia vita lavorativa in posizioni di responsabilità. Ma la giostra del potere, del denaro e del successo non è mai riuscita a distrarmi del tutto da quello che non sapevo ancora essere un bisogno inalienabile di senso. Perfino all'amore mancava sempre qualcosa.

Privatamente ho sofferto a lungo dell'incapacità di dire cosa volessi davvero dalla vita. Un ondivago e ramificato percorso di ricerca durato più di 30 anni mi ha infine condotto a scoprire il nudo piacere di assecondare la vita che sono, e di compiere scelte coerenti, sul piano privato e sociale, con i bisogni umani attraverso cui essa si esprime.

Io per me oggi posso dire, con la serenità di chi sente fondamentalmente soddisfatta la sua istanza di senso, "questo è Tutto!"

Celebro con gratitudine l'opera di tutti i grandi pensatori che mi hanno idealmente condotto per mano fin qui, tra cui Jung, Husserl, Jaspers, Arendt, Habermas, Bohm e Wilber sono forse i più noti. Ma devo anche dire che senza il faro della Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg mi troverei privo di strumenti concreti per tradurre le consapevolezze raggiunte in scelte di vita e comportamenti coerenti.

Oggi non c'è niente che mi appaghi di più che condividere con altri quello che ho imparato. Non le lezioni di vita, che quelle valgono solo per sé stessi. Ma l'uso di quegli strumenti che consentono a ognuno di arrivare a vedere in breve tempo da sé i propri orizzonti di senso: appunto la Comunicazione Empatica o Nonviolenta di Rosenberg e il dialogo co-creativo di Bohm.